I bottoni d'oro del costume
tradizionale
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Creatività
e Tradizione
Un filo
d’oro attraversa la storia della Sardegna, partendo dalle antiche colonie
fenicie e giungendo a noi nella forma piu’ raffinata della oreficeria sarda:
la filigrana.
Questo tipo di lavorazione
ha raggiunto livelli cosi’ alti di eleganza e bellezza che nessuno può
più negare una esperienza millenaria tramandata attraverso i secoli.
Infatti i numerosi gioielli in filigrana d’oro rinvenuti negli scavi archeologici
di Kàralis, Nora, Sulci, Neàpolis, Tharros e Cornus stanno
a dimostrare l’antichità di questa lavorazione. E’ difficile però
ritrovare le forme antiche tra tutti i simboli provenienti dalle influenze
culturali più disparate, tra tutti le contaminazioni provenienti
dalle dominazioni straniere che si sono succedute in Sardegna. Forse il
gioiello più caratteristico, il bottone d’oro a doppia calotta mantiene
più di ogni altro un significato etnografico profondo. Questo monile
presente sia nel costume femminile che in quello maschile possiede una
purezza arcaica ed estetica e probabilmente, riproducendo in maniera stilizzata
la mammella femminile, riporta a noi antichi simboli di fecondità
e procreazione augurale legati alla dea fenicia Tanit.
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Un antico gioiello
di epoca punica

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